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Windows 11, trasformazione in un ‘sistema chiuso’?

Windows 11 è la nuova creatura di Microsoft e su di essa, già al lancio, sono sorti molti problemi a causa dei requisiti imposti. Adesso, sorge il ‘problema browser’.

Windows 11 è già presente nei PC degli Insider e di chi ha scelto di lasciare Windows 10 – attirato dalla nuova estetica e dalle novità circa la ‘fusione’ con il mondo Android. Una particolare scelta, tuttavia, sta dando fastidio ai consumatori: si tratta del ‘problema browser’.

Molto in sintesi, si tratta di una vicenda che vede contrapposti ‘mamma’ Microsoft e Firefox. Quest’ultimo aveva trovato il modo di raggirare una caratteristica di Windows 11 ma Microsoft l’ha bloccato.

Windows Latest

Windows 11 – ma anche il suo predecessore, Windows 10 – dopo l’installazione, presenta Microsoft Edge come browser primario (la versione aggiornata di Explorer, ormai andato in pensione). L’utente, tuttavia, ha la facoltà di installare nella propria macchina un qualsiasi browser ‘alternativo’: Chrome, Firefox, Opera, Brave ecc. Nonostante si abbia un browser predefinito diverso da Edge, però, se si aprono link dalla barra di ricerca o dai Widget, Windows 10 e 11 useranno forzatamente il browser di Microsoft.

Per superare questo ostacolo, da quattro anni, è stata sviluppata un’app dal programmatore Daniel Aleksandersen chiamata EdgeDeflector che consente di ovviare a questo dirottamento forzoso ed aprire il browser di default scelto dall’utente.

Nelle nuove build di Windows 11, distribuite agli Insider del sistema operativo, la società lo ha detto con chiarezza, “queste soluzioni alternative sono state bloccate“, di fatto annullando la funzione di EdgeDeflector.

Tale presa di posizione, ovviamente, ha avuto una ‘giustificazione’: “Windows abilita apertamente applicazioni e servizi sulla sua piattaforma, compresi vari browser web” ma “allo stesso tempo, Windows offre anche alcune esperienze end-to-end al cliente sia in Windows 10 che in Windows 11, l’esperienza di ricerca dalla barra delle applicazioni è uno di questi esempi di un’esperienza end-to-end che non è progettata per essere reindirizzata. Quando veniamo a conoscenza di un reindirizzamento improprio, provvediamo a una correzione.” – Un portavoce di Microsoft.

Non è mancata la risposta del programmatore: “Queste non sono le azioni di un’azienda attenta che si preoccupa del suo prodotto. Stanno dando la priorità agli annunci, al bundleware ed agli abbonamenti ai servizi rispetto alla produttività dei loro utenti.”

Si nota, inoltre, un comportamento non lineare di Firefox se si installa attraverso lo Store di Microsoft. Potrebbe essere a rischio, per un’eventuale scelta della compagnia, la soluzione usata da Firefox per rendersi browser di default con un click. La funzione è ancora attiva nel programma che si scarica dal sito di Mozilla, ma se Firefox viene scaricato dal Microsoft Store, questa possibilità viene negata.

Una presa di posizione così netta, non è nuova per alcuni utenti. Microsoft, infatti, si è già resa protagonista di questa ‘dittatura informatica’ in passato: tempo addietro era possibile disattivare completamente il Defender di Windows ma per una scelta della compagnia il procedimento è stato bloccato rendendo difatti impossibile scegliere AUTONOMAMENTE se usufruire o meno del suddetto Antivirus.

Microsoft si sta trasformando, dunque, in un ambiente tipico di Apple?

Per news, recensioni ed altro: RassegnaSerale

Fonte immagine in evidenza: Youtube

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Fondatore della pagina. I miei interessi principali sono la tecnologia, la scienza e gli anime. Il mio obbiettivo? Trasmettere la mia passione ai miei visitatori.

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