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Valentino Rossi, storia di una leggenda della MotoGP

Ieri si è chiusa la carriera di Valentino Rossi, il quale ha disputato il suo ultimo GP. Il 9 volte campione si ritira dalla MotoGP dopo 26 anni di successi.

Tutto ebbe inizio nel 1996 con un’Aprilia 125 che riporta il Mondiale in Italia – cinque anni dopo, battendo i giapponesi.

Vinto il titolo nel 1997, Valentino Rossi sale di categoria l’anno successivo entrando nella squadra Aprilia, forse la più forte di sempre tra le squadre, che all’epoca annoverava i piloti più forti del periodo.

IlFattoQuotidiano

Il debutto in classe regina avviene nel team più ambito di tutti, quello capitanato da Jeremy Burgess e con la Honda, nelle ultime due stagioni delle 500 a due tempi. È l’ultimo periodo delle due tempi, moto leggendarie per il loro nervosismo – sia pure ingentilite dall’arrivo della benzina senza piombo e dalle prime gestioni elettroniche degne di tale nome – che creavano divergenze fra piloti, altrettanto leggendari.

I quattro anni di Rossi con la Yamaha 990 e poi 800, molto significativi perché oltre a cementare la leggenda di Valentino – che vinse il titolo all’esordio e nel 2005 risultò quasi imbattibile – sono quelli in cui la MotoGP è cresciuta di popolarità. La situazione cambierà poi radicalmente nel giro di poche stagioni, con l’arrivo della crisi economica. Il periodo di maggior fermento tecnico e sportivo della MotoGP, tuttavia, è forse quello a cavallo fra il 2004 e il 2010.

 Verso la fine del 2010 Rossi, battuto da Lorenzo e semi-convalescente, tenta un altro cambio di casacca salendo sulla sella della Ducati che Stoner, nel frattempo, ha lasciato libera. Il matrimonio fra Rossi e la Desmosedici, a cavallo del cambio di regolamento che vede il passaggio dalle 800 alle 1000, non funzionerà.

Moto.it

Il ‘circus’, nel frattempo  continua a crescere – nonostante la crisi – le riprese sono sempre più spettacolari e lo show in generale è sempre più apprezzato e bello.

Valentino, nel frattempo, torna in Yamaha, dove deve riguadagnarsi la fiducia della Casa – che trova in Lorenzo il suo pilota di punta. È storia recente, Rossi tornerà alla vittoria nelle gare ma non riuscirà ad aggiudicarsi l’agognato decimo titolo. Nel frattempo, arriva nella scena della MotoGP l’avversario più duro della sua carriera, Marquez – che spesso appare come una sintesi della velocità e del controllo di Stoner e dell’astuzia tattica di Rossi stesso e che di fatto definirà con il suo stile di guida e le sue prestazioni tutta un’epoca, giungendo fino ad oggi.

I mondiali del 2000 e 2015 resteranno dei brutti ricordi per Valentino. Nel primo caso, gli sarebbe bastato amministrare nell’ultima gara a Valencia, ma una caduta consegnò il titolo nelle mani del compianto Nicky Hayden; nel secondo, si materializzò il famoso “biscotto” spagnolo. All’epoca il Dottore commise l’errore di cadere nella provocazione di Marc Marquez, rifilando addirittura un calcio allo spagnolo nel GP della Malesia ed incappando in una penalità che gli costò il titolo: a Valencia fu, infatti, costretto a partire dall’ultimo posto, mentre davanti gli iberici scortarono letteralmente Jorge Lorenzo senza darsi battaglia.

Non nascerà un altro Valentino Rossi. Un pilota, ma prima di tutto un uomo che appartiene ad un’altra generazione. L’ironia, l’atteggiamento scanzonato, le gag alla fine di ogni trionfo hanno contribuito a creare un personaggio mitico che ha valicato ogni genere di confine, divenendo universalmente amato nel mondo, come d’altronde hanno testimoniato gli innumerevoli attestati di affetto ricevuti nelle ultime ore. Ha dato vita a rivalità leggendarie e mai più ricreate: anche per gli sconfitti è stato un onore alzare bandiera bianca dinanzi al numero uno in assoluto. Grazie Vale!

Valentino Rossi è il recordman di tutti i tempi per vittorie, podi, giri veloci, punti e gare iniziate (dati relativi alla MotoGP)

  • 26 stagioni nel Motomondiale;
  • 9 titoli Mondiali vinti (uno nella 125, uno nella 250, uno nella 500, sei nella MotoGP) (1997,1999,2001,2002, 2003, 2004, 2005, 2008, 2009);
  • 115 vittorie;
  • 235 podi;
  • 148 prime file;
  • 76 giri veloci;

Per news, recensioni ed altro: RassegnaSerale

Fonte immagine in evidenza: Moto.it

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