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Glasgow, accordo raggiunto contro la deforestazione

 Glasgow, accordo raggiunto contro la deforestazione entro il 2030 alla COP26. L’Ue afferma che oltre 100 paesi sono pronti a ridurre le emissioni di metano.

Tra i firmatari della “Dichiarazione di Glasgow su foreste e terra” anche Jair Bolsonaro, Xi Jinping e Vladimir Putin.

L’impegno è stato accolto comunque con un certo scetticismo da molti attivisti per l’ambiente, perché nonostante i buoni propositi non è vincolante e non prevede sanzioni per chi non lo rispetta.

Sputnik Italia

L’intesa sancisce l’impegno degli Stati a porre fine alla deforestazione e a invertire la tendenza del fenomeno entro il 2030. Previsti, in una dichiarazione pubblicata sul sito della Cop26, stanziamenti pubblici e privati per oltre 19 miliardi di dollari. Di questi fondi, 1,7 miliardi saranno usati per sostenere le popolazioni indigene.

La presidente della Commissione europea intervenendo alla Cop26 ha annunciato un miliardo di euro per l’Impegno globale sulle foreste attraverso la presentazione di un regolamento.

Ha anche dichiarato che l’Ue è più che pronta a impegnarsi con tutti i partner e le istituzioni internazionali per giungere a un quadro globale per la determinazione del prezzo del carbonio.

Sono oltre cento i Paesi, che rappresentano il 70% dell’economia globale, che hanno ora aderito all’impegno per ridurre le emissioni di metano del 30% entro il 2030. Alla Cop26 di Glasgow è stata lanciata ufficialmente l’iniziativa promossa da Stati Uniti e Ue. All’iniziativa guidata da Stati Uniti e Ue hanno però aderito anche Cina, Russia e India, tra i principali emettitori di metano.

In particolare  Cina e India rimandano al 2070 la scadenza per il raggiungimento di emissioni zero.

I buoni propositi ci sono, ma intanto la Cina ha aumentato la produzione giornaliera di carbone di oltre un milione di tonnellate negli sforzi per allentare la crisi energetica.

Successivo al Cop2, Greta Thunberg e attivisti si schierano contro le potenze mondiali affermando che “I veri leader non sono là dentro, i leader siamo noi”

La manifestante svedese ha infatti dichiarato che gli impegni presi sono ancora insufficienti e che il movimento non crederà più alle false promesse dei governi.

Per altre news: Rassegna Serale

Fonte immagine in evidenza: Pacific Community

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