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IPTV e Streaming, moralismo vs realtà

IPTV e Streaming sono concetti, ormai, noti nella società sempre più tecnologica. L’argomento risulta, tuttavia, spinoso…vediamo perché.

IPTV e Streaming sono assai noti al giorno d’oggi e nonostante i numeri ‘dichiarino’ che la pirateria sia ai minimi storici, la realtà è ben altra.

Esattamente pochi giorni fa, infatti, 1800 utenti sono stati denunciati e dovranno rispondere in tribunale del reato di ricettazione. Dietro a tutto vi era un uomo di Varese che vendeva abbonamenti IPTV pirata. Attraverso il famosissimo ‘pezzotto’, l’uomo – sotto compenso – permetteva agli utenti di accedere senza limiti alle piattaforme di Sky, Dazn, Disney e Mediaset Premium.

L’uomo è stato denunciato per contraffazione, violazione della proprietà intellettuale e frode informatica, ma a pagare saranno anche gli utenti che hanno utilizzato il sistema – tutti individuati tramite gli accertamenti bancari svolti in collaborazione con la polizia valutaria.

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Per i poco pratici del settore, spieghiamo in sintesi cosa è il ‘pezzotto’ legato alle IPTV: L’IPTV (Internet Protocol Television) è un sistema di trasmissione di segnali televisivi su reti informatiche basate sui protocolli TCP/IP, in particolare sulla rete Internet. Da qualche anno, sfruttando questo sistema e pagando dai 10 ai 20 euro al mese, è possibile sottoscrivere abbonamenti, del tutto illegali, che permetto la visione di tutti i canali Sky e DAZN. E non solo.

Da anni la Guardia di Finanza sta cercando di smantellare questo sistema ma la pirateria, escludendo gli interventi andati a buon fine, non morirà mai. E’ un dato di fatto.

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IPTV e Streaming, come accennato all’inizio, sono un argomento spinoso poiché da un lato si fa del moralismo “Ah, la pirateria danneggia il settore calcistico ed industriale” – ed è vero – dall’altro, però, è innegabile che chiunque abbia usufruito della pirateria.

Il ‘pezzotto’ ed i siti di streaming (Altadefinizione, Cineblog01, EuroStreaming, Rojadirecta ecc.), però, non sono nati già pieni di utenza. Vi è alla base un motivo che costringe od invoglia il pubblico a sfruttare questi mezzi, piuttosto che dare soldi alle grandi compagnie.

Si prenda in esame Dazn: la compagnia, soprattutto quest’anno, ha vinto i diritti di tutta la Serie A, ma ha palesemente dimostrato come sia inaffidabile. Molti utenti hanno pagato l’abbonamento per vedere NULLA. La compagnia, difatti, fin dalla prima giornata di Campionato è andata in Down totale. A causa dei vari malfunzionamenti, è chiaro perché molti utenti, per vedere la Serie A, si rivolgano ai siti di streaming.

Si chiami in causa, anche, Netflix e le varie altre piattaforme di Streaming (Amazon, Disney+ ecc.): quando entrò nel mercato Netflix, la pirateria registrò un enorme calo, dovuto al fatto che la compagnia si era presa una bella fetta di mercato con i suoi titoli Original e la proiezione dei film delle sale. Le altre compagnie, tuttavia, hanno iniziato a dare battaglia a Netflix – per puro interesse economico e non per fornire un miglior servizio, per quanto legittimo – e ciò ha causato lo scaglionamento dei titoli.

Quest’anno, oltretutto, Netflix ha aumentato, ulteriormente, i prezzi del suo abbonamento.

L’aumento di prezzo, la frammentazione dei titoli (e questo periodo di Covid – che ha bloccato i cinema) hanno favorito lo Streaming illegale. Gratis, o quasi (se si vuole qualche vantaggio extra) ed accessibili a tutti, sono i vantaggi che questi siti hanno nei confronti delle aziende.

Un altro, ed il più importante, fattore è la qualità. Dopo il caso ‘pezzotto’, molti utenti si sono chiesti come mai, nonostante fosse illegale, quel servizio funzioni meglio. La risposta è semplice: dietro vi è gente che è competente e questo invoglia ad investire lì il denaro, invece che darlo a compagnie inadatte (Dazn).

Piccola sottolineatura, però. Seppur vero che Dazn si sia dimostrata pessima – e non mi si può accusare di diffamazione, perché è sotto gli occhi di tutti – non si può dire lo stesso di Sky, Netflix ecc. Queste compagnie hanno la qualità, alta oltretutto, ma chiedono troppo se affiancato a ciò che offrono.

Se si vuole dimezzare il livello del pubblico che frutta l’IPTV e lo Streaming illegale, le grandi aziende devono seriamente pensare di abbassare il prezzo degli abbonamenti e – nel caso di Dazn – migliorare le loro strutture per offrire un servizio ottimale che giustifichi il prezzo dell’abbonamento.

Fonte immagine in evidenza: Everyeye

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Fondatore della pagina. I miei interessi principali sono la tecnologia, la scienza e gli anime. Il mio obbiettivo? Trasmettere la mia passione ai miei visitatori.

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