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L’AIFA ed il virologo Galli finiscono sotto indagine

AIFA e Galli sotto indagine. La prima per un presunto danno erariale, causato dal rifiuto di dieci mila dosi di farmaci monoclonali gratuite. Il virologo è indagato per turbativa d’asta e falso ideologico.

AIFA e Galli sotto indagine. L’AIFA si è ritrovata al centro delle proteste dopo la scoperta di un presunto danno erariale da parte della trasmissione di Rete4, Fuori dal Coro, condotta da Mario Giordano.

Mediaset

Secondo un comunicato ufficiale: “Mediaset – è in grado di rivelare che la Corte dei Conti ha aperto un’inchiesta sulla nostra agenzia del farmaco, con l’accusa di danno erariale, si parla di scelta pubblica non adeguatamente ponderata. Nel mirino della magistratura contabile la scelta dell’Aifa di aver rifiutato 10.000 dosi di farmaci monoclonali gratis, decisione presa nella riunione del 29 ottobre 2020, come rivelato alcuni mesi fa. Quello che ci si domanda è perché si sia detto no a ottobre per un farmaco che si è poi comprato a marzo, una domanda che era nata anche all’interno dell’agenzia”. Poche settimane fa, Fuori dal Coro aveva ottenuto conferma che nella stessa Agenzia del farmaco ci fossero posizioni diverse. 

Secondo la testata giornalistica La Stampa, La Corte dei Conti vuole capire perché l’Aifa non ha mai collaborato nel rendere pubblico il verbale della riunione, come richiesto dal Tar del Lazio, che aveva ordinato di rendere pubblici i documenti. “Dalle carte dell’inchiesta emerge inoltre il perché sia stato detto no ad un farmaco che avrebbe guarito migliaia di persone e permesso al sistema sanitario nazionale di trarne giovamento” si legge nella nota. Gli anticorpi monoclonali, infatti, “hanno sempre dimostrato di essere una terapia efficace nella cura al Covid-19”, come del resto la stessa Aifa ha ammesso autorizzandone l’uso, ma in un secondo momento. Perché?

Vanity Fair

Ieri è scoppiata, anche, la vicenda del noto virologo Massimo Galli, apparso più volte in Tv per le sue opinioni sul Covid. Il virologo è indagato per turbativa d’asta e falso ideologico.

Secondo quanto riportano gli inquirenti, nel febbraio del 2020 avrebbe cercato di adottare uno stratagemma per assicurare la vittoria del suo favorito, in un concorso, sull’altro candidato con il doppio dei titoli scientifici e di pubblicazioni su importanti riviste scientifiche. Galli da solo non poteva, in modo diretto, imporre alla commissione il nome del suo candidato preferito ma poteva cambiare i criteri di scelta, pensati su misura.

Oltre a lui, ci sarebbero altri 32 indagati nell’operazione “Laurus” dei carabinieri del Nas di Milano che hanno svelato i concorsi truccati.

Secondo quanto riportato, anche, dal Corriere della Sera il primo a capire lo stratagemma del professore, sarebbe stato il candidato che stava essere escluso dal concorso a causa dei nuovi criteri adottati dalla commissione.

Lo stesso candidato avrebbe poi, successivamente, telefonato a Galli per comunicargli la sua decisione di ritirarsi dal concorso, ma l’infettivologo gli avrebbe comunicato il suo aiuto per un altro concorso a Napoli.

Galli si dice “tranquillo” e di non avere “molta paura”, ora dovrà tutelarsi mettendo la situazione in mano ai suoi avvocati.

Fonte in Evidenza: Fanpage

Per news, RassegnaSerale.

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