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Disastro Zuckerberg, facciamo chiarezza

Disastro Zuckerberg. Le piattaforme di Facebook, Instagram e WhatsApp hanno subito nella giornata di ieri un “DOWN” durato circa 6 ore. Ma chi o cosa sta dietro questo clamoroso evento?

Disastro Zuckerberg. Secondo il sito downdetector.it, i problemi dell’intero ecosistema di Facebook, sarebbero iniziati a partire dalle 17:30 del 04/10/2021. All’apice di quello che è considerato uno dei periodi più lunghi di disservizio del mondo di Mark – non equiparabile, comunque, all’incredibile blackout dello scorso giugno che ha colpito mezzo web – vi sarebbe stato un problema di DNS che risultavano ‘cancellati’ da internet a causa di un malfunzionamento dei server che gestiscono la mappatura tra domini e indirizzi IP.

In poche parole, gli indirizzi di Facebook, Instagram e Whatsapp non convertivano verso alcun IP e di conseguenza, è come se non esistevano.

Secondo un esperto interpellato dal New York Times, Facebook avrebbe, successivamente, inviato una squadra ad uno dei suoi data center a Santa Clara, in California, per resettare manualmente i server.

“I DNS registrati che dicono ai sistemi come trovare http://Facebook.com o http://Instagram.com sono stati ritirati questa mattina dalle tabelle di routing globali. Per essere più precisi i percorsi BGP che servono il DNS di Facebook sono stati ritirati, rendendo inaccessibili tutti i domini di Facebook”.

Ci sono volute quasi sette ore per tornare, parzialmente e lentamente, online.

È stata la peggiore interruzione del servizio dal 2008. Un down di una portata tale, che sono arrivate le scuse dirette del presidente ed amministratore delegato Mark Zuckerberg. L’ultimo blackout di Facebook era stato nel 2019, quando la rete aveva chiuso per 14 ore. 

Hardware Upgrade

L’enorme down, inoltre, colpisce la piattaforma già segnata dai ‘Facebook Files’. Di tale accusa già ne avevamo parlato in un precedente articolo (link) per quanto riguarda la questione Instagram.

Le dichiarazioni dell’ex dipendente – Frances Haugen – ed il down delle app hanno provocato un crollo in borsa di 5 punti, pari circa a 160 milioni di dollari per ogni ora di interruzione della connessione digitale.

Differentemente dai social di Zuckerberg, Telegram, Twitter e TikTok non sono stati colpiti da questo “down” ma, visto l’elevato spostamento di nuovi utenti, hanno subito dei piccoli rallentamenti.

Fonte Copertina: 7comunionline

Per altre news: RassegnaSerale

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