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La spigolatrice di Sapri, è Arte NON SESSISTA

La spigolatrice di Sapri è una poesia di Luigi Mercantini ispirata alla fallita spedizione di Sapri di Carlo Pisacane (1857) che aveva lo scopo di innescare una rivoluzione antiborbonica nel Regno delle Due Sicilie.

Si tratta, insieme all’Inno di Garibaldi, di uno dei componimenti a cui la fama di Mercantini come cantore del Risorgimento è indissolubilmente legata.

Mercantini adotta il punto di vista innocente di una lavoratrice dei campi, addetta alla spigolatura del grano, che si trova per caso ad assistere allo sbarco, incontra Pisacane e se ne invaghisce; la donna parteggia per i trecento e li segue in combattimento, ma finisce per assistere impotente al loro massacro da parte delle truppe borboniche.

Sapri si trovano due statue raffiguranti la Spigolatrice: una sul lungomare Italia, inaugurata il 25 settembre del 2021 alla presenza dell’ex Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ed opera del giovane scultore cilentano Emanuele Stifano, e l’altra posizionata sullo scoglio dello Scialandro nel giugno del 1994, realizzata dall’artista battipagliese Gennaro Ricco.

A far discutere e’ proprio l’opera del giovane scultore Emanuele che, dopo la sua inaugurazione, è accusata di fornire una visione anacronista e sessualizzante della donna che ispirò la celebre poesia patriottica.

La statua è stata definita “uno schiaffo sessista”. Molti non hanno gradito la messa in evidenza delle forme della donna, che si vedono chiaramente attraverso «l’abito succinto e trasparente» che nulla nasconde all’immaginazione.

Così Laura Boldrini del Pd scrive su Facebook in merito alla statua: «La statua appena inaugurata a Sapri e dedicata alla Spigolatrice è un’offesa alle donne e alla storia che dovrebbe celebrare. Ma come possono perfino le istituzioni accettare la rappresentazione della donna come corpo sessualizzato? Il maschilismo è uno dei mali dell’Italia». 

«A Sapri uno schiaffo alla storia e alle donne che ancora sono solo corpi sessualizzati. Questa statua della Spigolatrice nulla dice dell’autodeterminazione di colei che scelse di non andare a lavoro per schierarsi contro l’oppressore borbonico. Sia rimossa!», chiede la collega di partito Monica Cirinnà

Ma qual e’ l’idea che è alla base dell’opera d’arte?

L’artista cilentano Emanuele Stifano, autore della Spigolatrice, la spiega perfettamente: “Poiché [la statua] andava posizionata sul lungomare, ho ‘approfittato’ della brezza marina che la investe per dare movimento alla lunga gonna, e mettere così in evidenza il corpo. Questo per sottolineare una anatomia che non doveva essere un’istantanea fedele di una contadina dell’800, bensì rappresentare un ideale di donna, evocarne la fierezza, il risveglio di una coscienza, il tutto in un attimo di grande pathos”.

La depravazione è in chi la vede“, “il nudo nelle opere artistiche non ha niente a che vedere con la pornografia risponde lo scultore.

Tale opera, effettivamente, e’ sessista? Assolutamente no. La rappresentazione della figura umana ha sempre suscitato l’interesse degli artisti nell’arco della storia dell’arte. Sin dall’antichità sono stati a lungo studiati ed analizzati il movimento del corpo, la proporzione, l’espressione perché l’uomo ha sempre avuto il desiderio di conoscere se stesso e la propria potenzialità.

Non si puo’ non parlare del David, una delle opere più importanti di Michelangelo realizzato fra il 1501 e il 1504 che ne rappresenta l’emblema. La sfida che Michelangelo volle affrontare era quella di realizzare un capolavoro combinando i canoni della statuaria classica con la tradizione scultorea fiorentina. Dopo tre anni di lavoro Michelangelo realizzò un capolavoro immortale.

Il David di Michelangelo rappresenta un giovane dalla muscolatura asciutta, lo sguardo concentrato, la fierezza della posa mentre si appresta a colpire Golia. Rappresenta la misura e la forza, la capacità di controllare le emozioni, di trattenere l’ira e la paura ma anche di calcolare con forza la necessità del gesto che si appresta a compiere. 

Il “nudo femminile”, dal canto suo, e’ sempre stato un tema delicato da trattare. Se il David è considerato il canone di bellezza maschile, La Nascita di Venere è da sempre considerata l’idea perfetta di bellezza femminile nell’arte.

L’opera nasconde un’allegoria neoplatonica basata sul concetto di amore come energia vivificatrice, come forza motrice della natura.

Per i contemporanei, sicuramente, la nudità della dea non rappresentava una pagana esaltazione della bellezza femminile ma, piuttosto, il concetto di Humanitas – bellezza spirituale che rappresenta la purezza, la semplicità e la nobiltà dell’anima.

Questi sono due di tante altre opere d’arte di cui si potrebbe parlare, ma il messaggio che bisogna far passare e’ che dobbiamo imparare nuovamente ad apprezzare l’arte senza vedere sempre del perverso, senza vergognarci della sessualità in quanto tale.

Per altre news, RassegnaSerale

Fonte Copertina: Di Lei

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