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San Marino, l’aborto diventa legale

A seguito del Referendum, nel micro-stato di San Marino l’aborto diventa legale.

Aborto legale a San Marino. Il piccolo Stato, al confine tra le Marche e l’Emilia Romagna, era rimasto uno dei pochi in Europa, assieme ad Andorra e Malta, a reputare l’Ivg totalmente illegale e punendo con il carcere sia chi abortiva sia chi aiutava nella pratica.

Dopo il Referendum, giunge la vittoria schiacciante del “Si” con oltre il 77% dei voti,  contro il 22,7% del “No”.

SkyTg24

Da questo momento in poi, le donne potranno abortire in modo legale, sicuro ed accessibile. Dopo diciotto anni in cui l’Unione delle donne sammarinesi (Uds), associazione promotrice del referendum, ha tentato con gli strumenti messi a disposizione dalla democrazia diretta di conquistare il diritto all’aborto, ieri, domenica 26 settembre, nella Repubblica di San Marino il giudizio popolare ha autorizzato l’interruzione volontaria di gravidanza.

D’ora in poi, per la prima volta dopo oltre 150 anni, le donne sammarinesi avranno la possibilità di interrompere volontariamente una gravidanza entro la dodicesima settimana di gestazione ed anche dopo in caso di pericolo di vita per la donna o per malformazioni del feto che possono metterne a rischio la salute, senza temere la reclusione. 

Ci sono, però, alcuni nodi da sciogliere. Primo tra tutti il termine massimo per abortire nelle circostanze previste per farlo dopo le 12 settimane: la mancata indicazione di un limite (nella legge 194 italiana è indicato nella possibilità di «vita autonoma del feto», ovvero attualmente le 21-22 settimane di gravidanza) apre in teoria alla possibilità di abortire fino al nono mese. Altra questione da dirimere è l’aborto selettivo, oggetto di acceso confronto durante la campagna referendaria: il quesito, infatti, apre alla legalizzazione della soppressione sistematica dei bambini Down o portatori di altre anomali non certo incompatibili con una vita pienamente degna.

La vicinanza con il nostro Paese è uno dei motivi per cui la politica sammarinese, per anni, ha risposto con indifferenza alle richieste di legalizzare l’interruzione volontaria di gravidanza: fino a ieri le donne andavano in Italia per abortire.

Karen Pruccoli presidente dell’Uds, dichiara che “E’ stata una vittoria schiacciante, ci aspettavamo un buon risultato. Quello che abbiamo ottenuto ci soddisfa appieno: è stato un plebiscito con più di tre cittadini su quattro che ha votato sì».

«La campagna elettorale è stata durissima. Noi ci eravamo preparate per un dibattito sano, fondato sul diritto e sulla libertà delle donne di scelta e autodeterminazione. I sostenitori del no, invece, hanno detto falsità e bugie per creare ambiguità, spostando tutta la campagna sulla seconda parte del quesito, quella relativa all’aborto terapeutico» spiega Valenti.

Per news, RassegnaSerale.

Fonte in Evidenza: Sputnik Italia

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