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Corea del Nord: reattore nucleare di nuovo in funzione.

La Corea del Nord sembra aver riavviato il suo reattore nucleare di produzione di plutonio a Yongbyon, che era in pausa da quasi tre anni.

La Corea del Nord sembra aver riavviato a luglio il reattore di Yongbyon, il reattore nordcoreano scarica acqua di raffreddamento, ulteriore elemento di prova che suggerisce che sia quindi tornato operativo.

L’Aiea, l’agenzia di vigilanza nucleare dell’Onu, si è basata su immagini satellitari e fonti di intelligence sudcoreane.

La IAEA non ha avuto accesso alla Corea del Nord da quando Pyongyang ha espulso i suoi ispettori nel 2009. 

Il rapporto ha definito “estremamente preoccupanti” le nuove indicazioni sul funzionamento del reattore.

Yongbyon era fermo da dicembre 2018, ma questa nuova informazione ha spinto Seul e Washington a riprendere il dialogo con il Nord, dopo la reazione rabbiosa alle loro esercitazioni militari annuali congiunte.

Il programma nucleare coreano è al centro della polemica internazionale in quanto il summit di Singapore del 12 giugno 2018 tra l’ex presidente J. Trump e il leader coreano, Kim Jong-un aveva avuto come esito un documento congiunto nel quale i due capi di Stato si impegnavano a collaborare insieme per la completa denuclearizzazione della penisola coreana.

Il 28 febbraio 2019 si era tenuto il loro secondo incontro a Hanoi, in Vietnam, e, in tale occasione, Kim aveva proposto di smantellare Yongbyon in cambio della rimozione di una serie di sanzioni sui programmi riguardanti gli armamenti nucleari e i missili balistici. Trump aveva però respinto la proposta sostenendo che Yongbyon fosse solo una parte del programma nucleare Nord-coreano.

I tentativi di dialogo bilaterale si interruppero a partire dal 21 gennaio 2020, quando il consigliere della missione Nord-coreana presso le Nazioni Unite, Ju Yong Chol, aveva dichiarato che la Corea era venuta incontro alle richieste da parte degli USA, i quali, in risposta, avevano tenuto esercitazioni militari con la Corea del Sud e avevano insistito con il mantenimento delle sanzioni su Pyongyang.

Di conseguenza, da allora, la Corea del Nord non si è più ritenuta vincolata a nessun accordo con gli USA e ha condotto più lanci missilistici nei mesi di marzo e aprile 2020.

Biden, dopo il suo insediamento, ha comunque insistito per le richieste di dialogo con la Corea del Nord, vedendosele respinte finche’ Washington non abbatteva dapprima le proprie “politiche ostili” verso Pyongyang.

Fu lo stesso Kim Jong-un ad affermare che il proprio Paese dovesse prepararsi sia allo scontro, sia al dialogo con gli USA, prestando particolare attenzione al primo scenario.

Per l’agenzia l’atteggiamento di Pyongyang è da considerarsi “profondamente preoccupante“.

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Fonte Copertina: DirettaNews

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