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I talebani in Afghanistan, prese molte città.

Dopo l’annuncio di Biden di ritirare l’esercito dall’Afghanistan, molte città cadono nelle mani dei Talebani. Il presidente USA non intende cambiare idea.

I talebani, da settimane, hanno lanciato offensive nel paese nell’intento di riconquistare le città e di riprendere il controllo nel paese dopo molti anni.

Dopo l’annuncio dell’ex presidente Trump di ritirare le truppe dal paese, anche Joe Biden sta mantenendo la stessa linea. Il suo obbiettivo, è quello di ritirare un grosso ammasso di truppe dall’Afghanistan entro l’11 settembre a vent’anni dall’attentato alle Torri Gemelle.

I talebani hanno stretto la loro presa sull’Afghanistan settentrionale, espugnando tre capoluoghi di provincia, tra cui la seconda città del Paese, Kunduz, nella grande offensiva che l’esercito locale sembra incapace di fermare.

Le città di Sar-e-Pul e di Kunduz sono cadute nelle mani dei Talebani a poche ore di distanza l’una dall’altra.

ISPI

Nonostante la conquista di queste città in pochi giorni, il presidente Joe Biden, per ora, non ha intenzione di ritirare le truppe ancora presenti nel territorio, in quanto impegnati negli scontri. Dopo la caduta di sei città, sono stati inviati in Afghanistan alcuni bombardieri B-52 e AC-130H Spectre per fermarne l’avanzata.

I Raid aerei sono stati condotti dagli USA con l’intento di difendere gli alleati afghani presenti sul territorio. Lo ha confermato a Bloomberg la portavoce del comando centrale dell’aviazione Usa Nicole Ferrara.

L’avviso di viaggio in Afghanistan dagli Usa rimane di livello 4: ” di non viaggiare a causa di criminalità, terrorismo, disordini civili, rapimenti, conflitti armati e Covid-19. I voli nazionali e le rotte di trasporto via terra al di fuori di Kabul sono fortemente limitati e soggetti a cancellazione o chiusura”.

L’ambasciata americana a Kabul invita i cittadini statunitensi a lasciare immediatamente l’Afghanistan, utilizzando le opzioni di volo commerciale disponibili, dal momento che “date le condizioni di sicurezza e il personale ridotto, la capacità dell’ambasciata di assisterli è estremamente limitata anche all’interno di Kabul”.

La Russia, ha inviato circa 250mila soldati al confine tra Afghanistan e Tagikistan per un’esercitazione “speciale”. La Cina, dal canto suo, ha nominato un nuovo generale militare al confine per evitare coinvolgimento nella provincia cinese dello Xinjiang, già al centro dell’attenzione per la “questione uigura”.

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