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G20 a Venezia: raggiunto l’accordo sulla tassa minima globale

G20 a Venezia. Trovata l’intesa che introduce la minimum tax e ridistribuisce tra Paesi il prelievo sulle multinazionali.

L’obbiettivo è quello di raggiungere regole di contrasto del dumping fiscale entro il 2023. I Venti paesi partecipanti confermano l’intesa raggiunta il 1° luglio in sede Ocse su due principali fattori. La tassa minima globale del 15% sui redditi delle multinazionali. La ridistribuzione della competenza a tassare i gruppi più grandi, a partire dai colossi del web come Google o Facebook. Una stretta decisiva alla corsa al ribasso nella concorrenza fiscale e alla ricerca del Paese dove si pagano meno tasse.

Una corsa, ha sottolineato la segretaria al Tesoro Usa Janet Yellen, che «ha sottratto a tutti noi le risorse che ci servono per investire nelle nostre popolazioni, nella nostra forza lavoro e nelle nostre infrastrutture».

Dopo l’ok dato dal G20 a presidenza italiana, restano da definire i dettagli tecnici entro ottobre. 

Anche la Casa Bianca negli Stati Uniti è impegnata in una difficile partita sul fronte interno per riformare il proprio Fisco. Deve però ottenere il sostegno del Congresso. Washington vede l’aliquota del 15% come una base di partenza. Anche Parigi e Berlino continuano a spingere per una soglia più elevata.

Fonte foto: Rai News

La global minimum tax, che secondo l’Ocse potrebbe generare 150 miliardi di euro l’anno di gettito, è solo uno dei due pilastri dell’intesa. L’altro prevede la ridistribuzione della competenza a tassare i profitti di circa 100 multinazionali con fatturato oltre i 20 miliardi di dollari, in modo da spostare il prelievo nei Paesi dove i grandi gruppi fanno incassi. L’accordo Ocse parla di una quota pari al 20-30% della redditività che eccede una soglia del 10%. 

Stati Uniti e Unione Europea devono poi risolvere la questione delle web tax. L’accordo Ocse prevede che siano eliminate. Washington le considera discriminatorie e chiede che siano revocate prima che il Congresso inizi a esaminare l’intesa. Parigi preferisce attendere che l’accordo entri in vigore. E la Commissione Ue procede con la propria separata proposta di tassazione dei servizi digitali, sicura che non incida sull’intesa appena raggiunta.

Il G20 di Venezia segna anche un altro momento significativo: per la prima volta, un comunicato finale riconosce il carbon pricing come strumento utile nella lotta al cambiamento climatico. L’Europa ne fa una bandiera e insiste per convincere i partner a introdurre una soglia minima globale per il prezzo delle emissioni di anidride carbonica.

Tuttavia, non sono mancate gli scontri tra polizia e manifestanti anche attraverso l’uso di fumogeni colorati. In una tensione crescente i manifestanti e i poliziotti si sono scontrati in una lunga carica prolungata con lanci di bottiglie, bastoni, ombrelli e cartelloni. Nello scontro sono stati distrutti due piccoli alberi e alcuni grandi vasi di un albergo.

Fonte immagine copertina: San Marino RTV

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