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Camilla Canepa morta per emorragia cerebrale. A confermarlo l’autopsia

Eseguita l’autopsia sul corpo di Camilla Canepa. La studentessa di 18 anni è morta nove giorni dopo avere ricevuto il vaccino AstraZeneca durante un open day. L’esame, eseguito dal medico legale Luca Tajana e dall’ematologo Franco Piovella, ha confermato che Camilla Canepa è morta per emorragia cerebrale.

Fonte foto: toscana-notizie.it

Camilla era affetta da una malattia autoimmune e si sottoponeva ad una terapia ormonale. I consulenti dei pm procederanno con gli esami istologici per chiarire cosa abbia causato il decesso avvenuto successivamente alla somministrazione del vaccino Astrazeneca. I pm dovranno valutare anche se durante i ricoveri in ospedale le sue condizioni erano state sottovalutate.

Camilla soffriva di PIASTRINOPENIA AUTOIMMUNE (ITP). Questa è una malattia caratterizzata dalla drastica riduzione del numero di piastrine circolanti a causa della loro distruzione e della soppressione della produzione. Dalle prime indiscrezioni emergerebbe che la terapia non fosse stata segnalata da Camilla nella scheda anamnestica per l’ammissione al vaccino. Canepa aveva cominciato a soffrire gravi effetti collaterali il 3 giugno. Per questo la decisione di trasportarla all’Ospedale di Lavagna. Il 5 giugno, ricoverata al San Martino, era in gravi condizioni per trombosi. Inutili l’intervento chirurgico e l’osservazione, Canepa è morta dopo due interventi.

Dopo la morte di Camilla arriva la decisione del CTS. Gli under 60 che hanno già ricevuto la prima dose faranno il richiamo con Pfizer o Moderna, ma non cambiano i tempi. Tutte le regioni si dovranno adeguare per sostituire Astrazeneca con Pfizer o Moderna per gli under 60. Tutto questo anche per chi ha già fatto la prima dose. In questo caso, però, per il richiamo non cambieranno i tempi: la seconda somministrazione avverrà comunque dopo 8-12 settimane.

Rimane in dubbio J&J vaccino come Az a vettore virale, resterà invece la “raccomandazione” ad utilizzarlo per gli over 60. Questo poiché i casi di trombosi sono meno frequenti. Gli scienziati del Ministero della Salute hanno optato per una scelta di massima cautela.

Rimane comunque un gesto di grande solidarietà quello compiuto dai genitori di Camilla. Hanno, infatti, deciso di donare gli organi della figlia per salvare altre vite.

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