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Giovanni Brusca scarcerato, libero per legge non per pentimento

Giovanni Brusca, detto ‘U verru’, l’uomo che azionò il telecomando della strage di Capaci e responsabile nell’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, da ieri è tornato in libertà dopo aver scontato 25 anni. Ha ricevuto l’applicazione dei benefici previsti per i collaboratori di giustizia “affidabili”. Anche se era un esito annunciato, la scarcerazione suscita comunque le reazioni più critiche.

Fonte foto: strettoweb.com

Il boss di San Giuseppe Jato, arrestato nel 1996 nel suo covo in provincia di Agrigento, sarebbe stato scarcerato nel 2022. Ma la pena si è ancora accorciata per la «buona condotta» dopo che a Brusca erano stati concessi alcuni giorni premio di libertà. Brusca venne arrestato con l’accusa di aver azionato il telecomando che portò alla morte Falcone, la moglie e la scorta dell’ex magistrato. Accusato inoltre di essere l’artefice del brutale omicidio di Giuseppe di Matteo, figlio di Santino Di Matteo, collaboratore di giustizia ed ex-mafioso.

Brusca, è l’unico ex boss mafioso ad aver scontato tutta la sua pena in carcere. Infatti la Cassazione gli negò per ben 10 volte la pena detentiva dei domiciliari. L’ex killer di Cosa nostra, ha ricevuto la libertà per effetto della della legge del 13 febbraio del 2001. Grazie a questa legge per lo Stato italiano ha finito di scontare la propria pena detentiva.

Brusca è libero per la legge sui collaboratori di giustizia (decreto-legge 15 gennaio 1991, convertito in legge 82/1991). Questa consente lo sconto di pena a quei mafiosi che, nel corso del tempo, decidono di fornire informazioni alla magistratura. Falcone stesso ha fortemente voluto questa legge. Egli aveva chiarissima nella sua testa la legge che avrebbe dovuto favorire le collaborazioni di giustizia per mettere in ginocchio per sempre Cosa Nostra.

E Giovanni Brusca, incredibilmente, è il primo a beneficiarne. Trovandosi di fronte uno Stato che ha rispettato i suoi patti come lui li ha rispettati in tutte le sue deposizioni processuali. Esattamente questa è la legge che voleva, che il Parlamento approvò solo a strage di Capaci compiuta.
Un Giovanni Falcone che non avrebbe voluto sconti per i mafiosi non disposti, per principio, a collaborare con la giustizia.

Fonte immagine copertina: Fanpage

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