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Elon Musk abbandona i Bitcoin come metodo di pagamento

Elon Musk abbandona i Bitcoin. Almeno per adesso ha deciso di non utilizzare più la criptovaluta “Bitcoin” come mezzo di pagamento. Lo ha annunciato attraverso il suo profilo Twitter.

I motivi dietro la scelta

La causa è l’attività di mining, che genera i bitcoin. Richiede oggi troppa energia, a danno dell’ambiente. A pagarne le conseguenze è lo stesso Bitcoin, che è arrivato perdere oltre il 16%, e il suo valore si aggira sui 46.000$. Anche l’Ethereum perde quasi il 9%, il Ripple del 10% circa. Ogni anno il Bitcoin brucia l’energia di un intero stato quale la Polonia o l’Egitto. Come alternativa suggerisce di usare “Chia”, grazie ad un concetto di basso consumo investito per produrre la moneta, che utilizza dischi rigidi vuoti.

Lo stesso Musk aveva fatto la fortuna del Bitcoin quando, qualche mese fa, aveva annunciato che Tesla aveva investito 1,5 miliardi di dollari nella moneta digitale, e aveva dichiarato che avrebbe consentito ai potenziali acquirenti delle auto elettriche di effettuare pagamenti in Bitcoin.

Fonte foto: Ansa

Scelta non definitiva?

Elon Musk abbandona, quindi, i Bitcoin? Sì e no. Anche se non li accetta come metodo di pagamento lui continua a possedere una discreta quantità di questa moneta, che infatti non ha venduto. Possiamo dire che la sua sia una pausa, per certi versi. Infatti ha confermato che tornerà ad investire su di loro (anche se in parte possedendo moneta non smetterà mai del tutto di farlo) e tornerà ad accettarlo come metodo di pagamento non appena sarà risolta la questione del consumo energetico. Il fondatore di Tesla ha dichiarato di rimanere un fan delle cryptocurrency nel lungo periodo. «È una buona idea e crediamo abbia un futuro promettente. Ma non a spese dell’ambiente».

Ma perché le criptovalute inquinano così tanto? La produzione di Bitcoin avviene attraverso dei computer molto prestanti che per funzionare richiedono una grande quantità di energia. Questa energia necessaria ad alimentarli è in costante aumento, man mano che  che il valore del bitcoin aumenta. Per spiegarlo in modo abbastanza semplice gli “enigmi” diventano sempre più difficili e richiedono una potenza maggiore del computer per risolverli.

Uno studio del 2019, condotto da ricercatori della Technical University di Monaco e del Massachusetts Institute of Technology, ha concluso che alla fine del 201 l’intera rete Bitcoin era responsabile della emissione di fino a 22,9 milioni di tonnellate di CO2 annuali.

Fonte immagine copertina: Time

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Fondatore della pagina. I miei interessi principali sono la tecnologia, la scienza e gli anime. Il mio obbiettivo? Trasmettere la mia passione ai miei visitatori.

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