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Esplosioni vicino a Gerusalemme, Israele. Hamas rivendica i razzi

Salgono sempre di più le tensioni tra Israele e la Palestina. Il suono delle sirene antimissile suona a causa delle esplosioni vicino a Gerusalemme, subito dopo l’ultimatum lanciato da Hamas.

Il fatto

Lunedì si sono registrati nuovi scontri proprio sulla Spianata delle Moschee, con lanci di pietre da parte dei palestinesi ai quali gli agenti israeliti hanno risposto con proiettili di gomma. Secondo fonti locali sarebbero 305 i feriti, di cui 7 sono in gravi condizioni. Mentre ieri più di 130 missili sono partiti da Gaza verso parte centrale del Paese, comprese Tel Aviv e Bnei Brak.

I razzi continuano senza sosta ad essere lanciati dalla Striscia di Gaza verso il territorio israeliano. Le autorità israeliane hanno deciso di chiudere il valico di Erez e le strade vicine al confine, sospendendo anche la circolazione dei treni tra Ashkelon e Beer Sheva.

Molti ospedali a Gerusalemme a causa dei troppi afflussi di persone ferite negli scontri, hanno dichiarato lo stato di emergenza.

Fonte foto: IlFattoQuotidiano

La risposta del mondo

Secondo l’UNICEF ci sarebbero anche dei bambini coinvolti a causa delle esplosioni vicino a Gerusalemme. Secondo Ted Chaiban, direttore regionale dell’UNICEF per il Medio Oriente “negli ultimi due giorni, 29 bambini palestinesi sono rimasti feriti a Gerusalemme Est, anche nella Città vecchia e nel quartiere di Sheikh Jarra“. Dall’altra parte il capo della polizia israeliana, Kobi Shabtai, ha dato ordine agli agenti di respingere i manifestanti del luogo “con i mezzi di dispersione usati nelle dimostrazioni“.

Dalla Striscia di Gaza, roccaforte del movimento, che i razzi vengono lanciati verso territorio israeliano. Nelle notte molti razzi sono stati sparati a Gaza. Israele ha reagito, colpendo una postazione di Hamas. A causa degli scontri le forze di sicurezza di Tel Aviv hanno chiuso il valico di transito ad Erez e le zone di pesca di fronte a Gaza. La città costiera di Ashkelon, non distante da Gaza, ha aperto tutti i rifugi pubblici antimissili, in modo da poter rifugiare la popolazione colpita.

Antonio Guterres, segretario generale dell’Onu, ha espresso la sua “profonda preoccupazione per le continue violenze nella Gerusalemme est occupata, nonché per i possibili sgomberi di famiglie palestinesi dalle loro case nei quartieri di Sheikh Jarrah e Silwan“, e invita Israele a cessare subito le demolizioni e gli sfratti.

La reazione americana

La Casa Bianca ha condannato il lancio di razzi contro Israele e le esplosioni vicino a Gerusalemme causate da parte di Hamas e di altri gruppi della Striscia di Gaza, affermando che lo Stato ebraico ha il diritto di difendersi. “Gerusalemme, una città di tale importanza per le persone di fede in tutto il mondo, deve essere un luogo di coesistenza“, ha detto la portavoce Jen Psaki.

Non sono mancate le polemiche da parte dell’ex presidente degli USA Donald Trump che ha attaccato la “debolezza” di Joe Biden. Afferma che “Quando ero in carica eravamo chiamati la Presidenza della Pace, perché gli avversari di Israele sapevano che gli Stati Uniti erano con forza dalla parte di Israele e ci sarebbero state rapide rappresaglie se Israele fosse stato attaccato” e prosegue dicendo che “con Biden, il mondo sta diventando più violento e più instabile, perché la debolezza di Biden e la mancanza di sostegno a Israele stanno portando a nuovi attacchi contro i nostri alleati“.

Il presidente della Turchia, Erdogan, si è invece dichiarato sostenitore dei palestinesi.

Fonte immagine copertina: Avvenire

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