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Il caso UE-Astrazeneca e l’ammissione della Cina.

Il caso UE-Astrazeneca. L’azienda farmaceutica sta per l’ennesima volta ritardando le consegne dei vaccini nei vari paesi dell’UE. Il 19 marzo scorso l’UE ha inviato una lettera ad Astrazeneca, per risolvere i nodi e accelerare la consegna dei vaccini.

Il ritardo

La risposta, tuttavia, doveva arrivare entro e non oltre i 20 giorni dall’invio, ma non è arrivata nessuna risposta da parte di Astrazeneca. Secondo la Commissione UE l’azienda avrebbe dovuto consegnare 100 milioni di dosi nel primo semestre, dopo aver pagato la cifra di 227 milioni di euro. Ed è da questa mancanza di risposta che parte il caso UE-Astrazeneca.

Gli accordi

In base agli accordi firmati sono 300 milioni le dosi che l’UE si è assicurata dall’azienda. Queste dosi dovevano venire consegnate suddivise in vari periodi:

Entro la fine del 2020, fra le 30/40 milioni di dose consegnate.

Nel primo trimestre 2021 fra 80 e 100 milioni di dosi.

Fonte foto: Agi.com

Entro la fine di Giugno 2021 dovevano arrivare altre dosi fino ad arrivare a 300 milioni di dosi totali. Astrazeneca fin ora consegnato solo poco più di 30 milioni di dosi.

La stessa azienda ha confermato che le dosi prodotte sul suolo inglese finirono per essere consegnate primariamente alla Gran Bretagna, scatenando l’ira dell’UE e generando un vero e proprio problema politico, il caso UE-Astrazeneca.

Mentre la Gran Bretagna ha già vaccinato gran parte della popolazione riducendone i contagi, ha avviato le riaperture. Tuttavia i paesi europei sono ben lontani dal traguardo alle prese con le varianti che stanno caratterizzando la terza ondata da Covid-19.

L’ammissione della Cina

Lo ha dichiarato il capo del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie della Cina, Gao Fu. Ammettendo inoltre che i vaccini sviluppati dalle aziende cinese: “Non hanno un tasso di protezione molto alto”. Come riporta Associated Press, Gao ha annunciato che le autorità cinesi stanno valutando di mixare i diversi vaccini per potenziarli e ha esortato a prendere in considerazione i vantaggi dei sieri occidentali a mRNA, che la Cina non produce.

Fonte foto: CorriereDelTicino

Per esempio mentre il vaccino prodotto dalla Pfizer/Biontech ha un efficacia del 97% i vaccini cinesi hanno un’efficacia molto più ridotta. Il vaccino cinese Sinopharm ha un’efficacia “solo” del 50.4%. Altri due vaccini della cinese Sinopharm dimostrano un’efficacia del 79,3 e del 72,5%, mentre il dato per il vaccino del colosso biofarmaceutico CanSino è del 65%.

Finora nella Repubblica popolare Cinese non è stato autorizzato l’uso di nessun vaccino straniero.

La Cina ha vaccinato solo quasi 165 milioni di abitanti su una popolazione di circa 1.5 miliardi.

Fonte immagine copertina: ADNkronos

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