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SURROGATES: il mondo dei replicanti

Il film è ispirato da una graphic novel (“the surrogates”) e unisce il classico personaggio del poliziesco a una trama tipica del film fantascientifico. Fin dall’inizio ci vengono presentate delle motivazioni che hanno spinto alcuni scienziati a creare delle unità surrogate (androidi con sembianze umane) nate, in principio, per rivoluzionare la vita delle persone con disabilità fisiche, permettendo a tutti di rimettersi in piedi, con un corpo surrogato. In seguito portano la maggior parte della popolazione a vivere rinchiusa in casa e interfacciata al mondo esterno solo tramite questi surrogati.

La storia smette di avere la piega del poliziesco quando il protagonista, interpretato da Bruce Willis, perde il suo surrogato e si ritrova dopo anni a vivere la sua vita “come sacco di carne” con tutte le imperfezioni. Le sue esperienze personali e il caso che sta seguendo lo porteranno a valutare sempre di più i suoi dubbi sulla vita come surrogati. Tutto è apparenza e niente è come sembra, le emozioni non vengono rispecchiate dai volti reali, la ricerca della perfezione estetica e la paura hanno reso quasi tutti gli uomini sedentari e chiusi a casa, attaccati alla macchina dei surrogati.

Nonostante l’ apatia dei dialoghi per pochi secondi riusciamo a intravedere nel buio della loro camera i volti delle persone reali. Si vede un confronto tra ciò che il surrogato lascia emergere e ciò che la persona (nascosta nella solitudine della camera) realmente prova. Oltre al gioco di luci, che lascia emergere un clima cupo e buio intorno alle persone reali che vivono nascoste dai pericoli della realtà, abbiamo una serie di messaggi impliciti quasi celati che uno spettatore poco attento non può cogliere.

Quasi sicuramente il regista poteva far svolgere meglio la trama, che dopo un po’ risulta leggermente confusionaria. Risulta come se fosse un riassunto riadattato dei fumetti, che approfondiscono meglio le tematiche principali e le rendono più esplicite. Se dovessi dare un voto al film darei un 6,5\7. Bella la storia, anche se poteva essere “diluita” in più tempo. L’EPICOMETRO non sale a più del 40%, insomma.

In conclusione:

  • Bel messaggio;
  • Tempi\dialoghi gestiti male;
  • Film piacevole che per la storia poteva lasciare un segno indelebile nel mio cuore ,ma non l ha fatto.

Pro

Contro

Fondatore della pagina. I miei interessi principali sono la tecnologia, la scienza e gli anime. Il mio obbiettivo? Trasmettere la mia passione ai miei visitatori.

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