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Draghi in vista al Quirinale

Questa mattina è stato convocato Mario Draghi al Quirinale dal Presidente della Repubblica Mattarella. Draghi in vista al Quirinale potrebbe essere la soluzione per cercare una maggioranza all’interno del nostro Parlamento in un periodo tanto difficile.

Al termine dell’incontro tra il Presidente della Repubblica e il Presidente della Camera il Presidente Mattarella ha reso noto attraverso un discorso quello che si temeva. Non è stato possibile raggiungere un accordo di maggioranza per un governo politico. Due scelte allora si sono parate davanti al Presidente della Repubblica, che ha dovuto attentamente vagliare prima di poter esprimere una sua opinione.

Francoforte – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Mario Draghi, Presidente della Banca Centrale Europea, oggi 28 ottobre 2019. (Foto di Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

La prima alternativa era quella di sciogliere le Camere e indire elezioni per trovare una nuova maggioranza politica. Questa non è stata la scelta presa, per quanto difficile possa essere stato scartarla. Il motivo di tale decisione è da ritrovare nell’impossibilità, moralmente, di lasciare un Parlamento con i suoi poteri limitati e la mancanza di un vero e proprio esecutivo in un periodo tanto delicato per l’Italia. I prossimi mesi saranno i mesi del vaccino, i mesi in cui si dovrà affrontare la fine del blocco dei licenziamenti, e indire adesso elezioni significa lasciare molta indecisione in questi momenti, visto che le elezioni richiedono un tempo.

Tempo, tra l’altro in cui la campagna elettorale potrebbe interferire con il mantenimento delle misure anticovid. Comizi, assemblee, incontri a ritmi di campagna elettorale in un periodo come questo potrebbero essere molto pericolosi, oltre che il momento del voto stesso. Nei Paesi in cui si è votato in questo frangente si è riscontrato un alzamento esponenziale dei contagi. E ovviamente risulta doveroso mantenere la salute dei cittadini. Ed ecco perché, anche se le votazioni sarebbero state una libera espressione della democrazia, si è scelto di cercare la soluzione di un governo tecnico.

A questo punto restava solo da trovare il nome di chi potesse svolgere tale compito. Senza scatenare tanta sorpresa il nome uscito è stato quello di Mario Draghi. Economista molto conosciuto, da tempo si vociferava su un suo possibile governo tecnico, e questa mattina è stato convocato da Mattarella, e ha accettato, con riserva, l’incarico di formare un nuovo governo. Quindi restano solamente due le questioni da capire.

Anzitutto riuscirà ad avere una maggioranza per poter instaurare un governo? Le forze politiche in campo hanno espresso pareri che sembrano anticipare problemi. Centrale e chiave qui sarà il ruolo dei 5 Stelle, che anche se si sono detti contrari a un governo Draghi potrebbero essere spinti al compromesso per mantenere una stabilità politica. E infine resta da capire che tipo di politico sarà Draghi, che linea politica seguirà. Conosciutissimo in ambito economico, nessuno sa come si comporterà a livello politico, e potremmo doverlo scoprire a breve, pian piano.

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Fondatore della pagina. I miei interessi principali sono la tecnologia, la scienza e gli anime. Il mio obbiettivo? Trasmettere la mia passione ai miei visitatori.

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