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Aborto: “ancora pareri contrastanti” Soluzione?

L’aborto è l’interruzione della gravidanza, con la rimozione del feto o dell’embrione dall’utero.

Finalmente nel 1978 arrivava la legge 194, ovvero la legge sull’aborto, detta anche legge 194 aborto, che da allora consente alla donna, nei casi previsti, di poter ricorrere alla IVG in una struttura pubblica (ospedale o poliambulatorio convenzionato con la Regione di appartenenza).

Quando è legale? In Italia, si può abortire entro i primi novanta giorni dal concepimento, se la donna ritiene che vi siano circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione anche alle sue condizioni economiche, sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito.

Chi decide? Sebbene la gravidanza coinvolga sia il padre che la madre del nascituro, la legge italiana attribuisce solamente alla donna la scelta di abortire. In altre parole, secondo l’ordinamento giuridico è la donna che decide se tenere il bambino o meno.

Purtroppo però molte persone, o perché non sanno che in Italia è legale l’aborto, oppure perché hanno vergogna ad esporsi, ricorrono a pratiche di interruzione della gravidanza talmente pericolose da mettere a repentaglio la loro stessa vita.

Un’altra questione su cui c’è ancora discussione è il ruolo del medico riguardo l’aborto.

Molti, infatti, sono del parere che se un medico si rifiuta di far abortire una donna quest’ultimo deve smettere di professare in quanto credono che venga meno al suo compito dopo il giuramento di Ippocrate.

Ma forse così non è. Infatti il medico basa le sue scelte seguendo l’art. 22 del codice deontologico:

Art. 22 – Rifiuto di prestazione professionale.

Il medico può rifiutare la propria opera professionale quando vengano richieste prestazioni in contrasto con la propria coscienza o con i propri convincimenti tecnico-scientifici, a meno che il rifiuto non sia di grave e immediato nocumento per la salute della persona, fornendo comunque ogni utile informazione e chiarimento per consentire la fruizione della prestazione. 

Ancora oggi è un tema molto delicato. C’è chi sostiene che deve essere legalizzato e che chi lo considera un reato. E voi cosa ne pensate?

Pro

Contro

Fondatore della pagina. I miei interessi principali sono la tecnologia, la scienza e gli anime. Il mio obbiettivo? Trasmettere la mia passione ai miei visitatori.

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