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Una luce che abbraccia l’Universo? (NASA)

Qualcuno di voi si ricorda di New Horizons? Per chi di voi non ricorda o non ne ha mai sentito parlare è una sonda spaziale. La sonda è partita da Cape Canaveral nel 2006. Progettata per studiare Plutone e il suo satellite Caronte, ha sorvolato il pianeta nano nel 2015. A oggi è la sonda spaziale che ha lasciato la Terra alla più alta velocità rispetto a qualsiasi altro oggetto abbia mai lasciato l’atmosfera (58.536 Km/h – 16.260 m/s). Ma se ha superato Plutone perché siamo oggi qua a parlarne? Questa sonda ha continuato a mandare segnali che ci hanno raggiunto anche allontanandosi. Gli astronomi ancora studiano i dati che arrivano, ed è stata notata una cosa “molto curiosa”.

La sonda New Horizons

Una cosa su cui più o meno tutti siamo d’accordo, dagli scienziati ai nerd, è che l’universo è freddo, freddo e buio. L’immaginario collettivo, anche grazie ai film di fantascienza, ha sempre alimentato quest’idea dell’universo buio, e gli scienziati non avevano mai smentito questa affermazione. Ma oggi potrebbero trovarsi a doverla smentire. Infatti New Horizons oggi si trova a / miliardi di miglia da casa, e fornisce ottimi dati su cui studiare questa supposizione. Infatti ora si trova abbastanza lontana dalle principali fonti di contaminazione della luce, e quindi è possibile percepire anche quei piccoli segnali di luce che noi, dalla Terra, non possiamo percepire.

Noi siamo investiti dalla luce del Sole, o comunque siamo circondati da particelle pulviscolari che, illuminate dal Sole, creano un bagliore diffuso. I ricercatori hanno selezionato le foto della sonda che facessero vedere le parti di cielo più vuote che hanno trovato. A quel punto si passa al lavoro che serve per riuscire a togliere tutte le fonti di luci che sappiamo da dove vengono. Il lavoro è lungo, ma alla fine il computer ha fornito i suoi risultati che ci hanno fatto notare… Be’, non un cielo buio, anzi.

Sulla foto è rimasta più o meno la metà della luce che già vi era, quindi le luci che rappresentano ciò che conosciamo erano la metà delle fonti luminose di base. Tutto questo ci lascia a due conclusioni: o nell’universo esiste un qualche bagliore di fondo che lo illumina oppure ci sono ancora tante, ma tante galassie che ancora non conosciamo, non abbiamo mai scoperto e di cui non sappiamo nulla. L’Era dell’esplorazione spaziale diventa sempre più intensa, andandosi ad inserire in una chiave di esplorazione sempre più umana. E potremmo trovarci, non tanto in là con gli anni, a scoprire nuove galassie, che ci faranno compagnia in questo freddo, ma sempre meno buio, universo.

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Fondatore della pagina. I miei interessi principali sono la tecnologia, la scienza e gli anime. Il mio obbiettivo? Trasmettere la mia passione ai miei visitatori.

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