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Apple vs Android: una sfida eterna

Apple è sinonimo di sicurezza ed efficienza, Android di libertà. E’ una sfida secolare quella tra i due sistemi operativi.

“Quando hai un IPhone in mano capisci la differenza tra Android ad Apple”, “Può darsi che Apple sia più prestante, ma vuoi mettere a confronto la libertà di azione che ti offre Android?”

Chiunque nella sua vita ha sentito o detto tali affermazioni. Ciò scaturisce dalla sfida che Apple e Android <dall’alba dei tempi> portano avanti.

Alla fine, però, non si decreterà mai un vincitore, poiché la scelta di usare un Apple o un Android deriva dai propri gusti o necessità.

Analizziamo Apple: la prima caratteristica, molto famosa, anche perché di ciò Apple ne fa un baluardo, è la privacy.

Corretto? Si. Per quanto concerne la privacy, Apple è davvero un ambiente protetto. A dimostrare ciò, corre in aiuto il richiamo ad un caso che vede protagonisti Apple contro FBI: a causa della difficoltà incontrata nel bypassare la sicurezza di un IPhone di un sospettato, FBI ha cercato aiuto in Apple la quale però si è rifiutata di collaborare per salvaguardare ‘immagine “dell’azienda che protegge i tuoi dati”. Successivamente, FBI riuscì da sola a superare i blocchi ma Apple, dal canto suo, con un aggiornamento, chiuse la BlackDoor che si venne a creare per non lasciare falle nel sistema di sicurezza dei propri device.

Altra conferma, ci viene data dal fatto che tutto l’ambiente Apple non permette l’istallazione di app moddate, sempre per non rischiare furti di dati o virus nel sistema. Inoltre, continuando il tema app moddate, Apple analizza meticolosamente i certificati delle applicazioni installate nei device e qualora questi vengano revocati dalla azienda stessa le suddette app non si aprono e all’utente viene segnalato il blocco attraverso un messaggio.

Apple, però, non è inviolabile. Escludendo coloro i quali sono mostri di programmazione o agenti FBI, che dispongono di mezzi, anche l’utenza media con le dovute guide può raggirare i limiti imposti da Apple: il jailbreak.

Per chi non fosse un patito di informatica, il jailbreak non è altro che l’eliminazione, attraverso software esterni specifici eseguiti su un pc, delle limitazioni dei dispositivi Apple.

Riuscendo ad effettuare il jailbreak, il dispositivo Apple diventa totalmente <vulnerabile> alle modifiche che il suo possessore è intenzionato ad eseguire: installazione di app moddate, cambio di launcher o animazioni di avvio, modificare app di sistema o eliminare quest’ultime ecc.

Un altro vanto che si sente dire di Apple è legato alle prestazioni dei sui dispositivi. E’ comune affermare che “possono passare pure 6 anni, il mio dispositivo gira che è una meraviglia”.

E’ davvero cosi? Ni.

Per ciò che riguarda la stabilità del OS è da confermare tale affermazione. Nonostante il passare degli anni Apple ha la capacità di conservare buone prestazioni anche nei dispositivi datati: un IPhone 4, ad esempio, è ancora in grado oggi di svolgere buona parte delle sue funzioni senza troppi rallentamenti.

Eppure, a tanti elogi, seguono anche le pecche: Apple sempre in tema prestazioni, ha una mancanza che si tiene dietro ancora oggi: la durata delle batterie.

In linea generale, con un uso regolare del device, la durata di vita delle batterie Apple gira intorno ai 2 anni.

Ciò non è però l’unico problema che affligge i mela-fonini: Apple, infatti, è stata accusata di peggiorare volontariamente i suoi dispositivi per portare l’utenza all’acquisto del nuovo device uscito sul mercato.

Vi è un fondo di verità in queste accuse? Ni.

Apple, a seguito delle accuse, si è mobilitata a rilasciare degli aggiornamenti che impedissero il deteriorarsi delle prestazioni dei dispositivi a seguito di aggiornamenti del OS; per cui c’è da sospettare che un fondo di verità ci fosse. D’altro canto, però, l’utenza (almeno quella media) dovrebbe essere consapevole che, passati alcuni anni, i dispositivi tendono a <morire>; una consapevolezza che a molti manca, convinti che poiché “è un Apple” il proprio dispositivo sia esente da quella che è <la regola della vita> (ovvero, che prima o poi tutto muore).

Analizziamo ora Android: il <vanto> più significativo di Android è la <libertà>.

Spieghiamo meglio: a differenza del sistema chiuso di Apple, Android è un sistema <più aperto>, ovvero permette maggiore personalizzazione dei suoi dispositivi all’utente.

Per capire meglio questo concetto, ci avvaliamo di qualche esempio: ripeschiamo da Apple il discorso delle app moddate; Android non blocca l’installazione di alcuna app, purché l’utente abbia dalle Impostazioni autorizzato l’istallazione da fonti esterne. Possiamo installare nei device Android tutte le app che vogliamo.

Ciò, però, può comportare dei rischi. A meno che non sappiamo ciò che stiamo scaricando, o quanto meno conosciamo il sito da dove stiamo facendo il download, possiamo incorrere a guasti dovuti ad app che possono contenere virus e dire addio (nel peggiore dei casi) al nostro dispositivo.

Bisogna vedere Android alla stessa maniera di come funziona un pc Windows: si può anche lì scaricare ed installare tutto ciò che si vuole, anche app craccate/moddate, ma bisogna stare attenti o si possono fare danni anche irreparabili.

Tanta libertà, ma anche Android pone dei limiti: non si possono disinstallare le app di sistema, non si possono installare alcune app specifiche o disattivare le inserzioni poste da Google (almeno in quelli dove Google opera: tenere a mente il caso Huawei).

Ma non è davvero così; come Apple, anche Android si può <sbloccare> totalmente: il root.

Il root è la stessa cosa del jailbreak. Attraverso il pc ed un software, si possono ottenere tutti i permessi che Android di default nega: si possono installare app per la modifica del OS (Lucky Patcher, ad esempio, che svolge un sacco di funzioni utili: blocca le pubblicità sia nel device che in molte app, rende app esterne app di sistema e può, con la dovuta cautela nell’eseguire tale azione, disinstallare le app del sistema stesso), cambiare animazioni di avvio e applicare mod ad app originali.

“Come si pone Android nel tema prestazioni?” Con Android bisogna andare cauti: è luogo comune dire “Dopo qualche anno si blocca e rallenta” e vi è un fondo di verità; con il passare del tempo, come anche con Apple, per via di aggiornamenti sempre più pesanti e l’evoluzione delle app, i dispositivi Android perdono la loro efficienza nativa. Ma, a differenza di Apple, su Android questa perdita è maggiormente sentita.

Per far fronte a questo grave problema, le compagnie che montano Android hanno dichiarato che sono al lavoro per far uscire un OS che non presenterà rallentamenti o pecche nelle prestazioni.

…Staremo a vedere.

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Fondatore della pagina. I miei interessi principali sono la tecnologia, la scienza e gli anime. Il mio obbiettivo? Trasmettere la mia passione ai miei visitatori.

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