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Dopo 70 anni la prima donna in America condannata a morte

Era dal 1953 che una donna non veniva “uccisa legalmente” negli USA. Ora toccherà a Lisa Montgomery, 67 anni dopo, morire per volontà dello Stato. A 52 anni subirà l’iniezione letale. Non viene assolutamente messa in dubbio l’atrocità del gesto che ha commesso, ma suscita comunque stupore la consapevolezza di ciò che subirà.

Il New York Times, in un suo articolo, aveva così ricostruito la vicenda:

Nel 2004, la signora Montgomery disse ai suoi amici e alla famiglia che era incinta, nonostante avesse subito una procedura di sterilizzazione anni prima, secondo i documenti del tribunale. Nel dicembre di quell’anno, contattò Bobbie Jo Stinnett, 23enne incinta di otto mesi, con il pretesto di voler acquistare un cucciolo di rat terrier da una cucciolata che la signora Stinnett aveva pubblicizzato online. La signora Montgomery, che all’epoca aveva 36 anni, si recò a casa della signora Stinnett nel Missouri nordoccidentale, dove la strangolò a morte e le tagliò dall’addome la sua bambina. La signora Montgomery è poi tornata a casa e ha tentato di far passare il bambino per suo. Montgomery ha poi confessato il crimine. La signora Montgomery ha accettato la responsabilità del crimine, ma, secondo il suo legale Kelley Henry “la sua grave malattia mentale e gli impatti devastanti dei suoi traumi infantili rendono l’esecuzione una profonda ingiustizia”. Henry ha detto che gli abusi che la signora Montgomery ha subito da bambina, incluso il traffico sessuale da parte di sua madre e lo stupro di gruppo da parte di uomini adulti, “hanno esacerbato una predisposizione genetica alla malattia mentale ereditata da entrambi i lati della sua famiglia”, compreso un complesso disturbo da stress post traumatico. “Pochi esseri umani hanno vissuto il tipo di tortura e trauma che è stato inflitto a Lisa Montgomery dalla madre alcolizzata e malata di mente”, ha detto la signora Henry.

Lisa Montgomery

Ed ora sembra arrivare la condanna definitiva. Il 12 Gennaio verrà eseguita la sua condanna a morte. Uno degli Stati che più dovrebbero rappresentare il progresso sociale nel mondo, gli USA, che ancora non sono riusciti ad eliminare quella tremenda pratica dell’omicidio legale, della pena di morte.

Dal 2007 ad oggi tutti i ricordi della signora Montgomery sono stati rifiutati, nonostante il suo legale avesse dichiarato che: “Lisa Montgomery si è dichiarata colpevole e non lascerà mai la prigione in cui è rinchiusa ma ucciderla è una profonda ingiustizia dato il suo passato”.

Da Luglio ad oggi l’amministrazione Trump ha spinto per ben 6 uccisioni, e oltre a quella della signora Montgomery è stata anche confermata la pena di morte per Brandon Bernard, per aver ucciso due pastori nel Texas nel 1999.

Vorrei chiudere un articolo di Amnesty International contro la pena di morte e con una citazione di Cesare Beccaria, che provava già nel 1764 a farci capire la pesantezza e l’ingiustizia della pena di morte:

Parmi un assurdo che le leggi, che sono l’espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l’omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall’assassinio, ordinino un pubblico assassinio.

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